Esplora il museo
Storia del complesso monumentale
Si ritiene che il Monastero di Santa Chiara sia stato edificato nel 1430 a fianco della omonima chiesa, per volere Tommaso Ammirato, un frate membro di una nobile famiglia appartenente alla fazione guelfa fuggita da Firenze. Un’altra ipotesi sostiene che la fondazione sia dovuta al facoltoso Antonio di Giovanni De Ferraris, il quale destinò al monastero delle Clarisse alcuni immobili e tutti i suoi beni mobili. Purtroppo tutti i documenti che ne narravano la storia andarono distrutti in due devastanti incendi che colpirono il bellissimo complesso architettonico. Dai pochi frammenti di documenti rimasti è emerso che negli anni successivi, la famiglia Ammirato continuò a prendersi cura del monastero, con un ruolo centrale svolto da Scipione Ammirato, noto umanista e poligrafo. Nonostante vivesse a Firenze, Scipione non dimenticò il convento leccese e, nel suo testamento del 2 gennaio 1600, lasciò generose somme alle sorelle clarisse Ippolita, Virginia e Minerva per finanziare i necessari restauri. Fu quello un periodo particolarmente fervido e prospero, poiché nel convento si radunarono numerose giovani donne della nobiltà leccese, incrementandone il patrimonio con donazioni e rendite grazie alle quali le monache riuscirono a restaurare e ampliare il convento, trasformandolo in un vero e proprio santuario di pace e spiritualità. Ma la pace non era destinata a durare. Le riforme e le soppressioni dei monasteri volute dai francesi decretarono la fine di quella fase dorata. Nel 1866, le ultime clarisse furono costrette a lasciare il monastero e trovarono accoglienza presso il Monastero delle Benedettine. Dal 1866 al 1877, la struttura fu sottoposta a numerosi restauri e venne trasformata per ospitare uffici pubblici. A seguito dei numerosi interventi ottocenteschi l’ex monastero ha perso gran parte della sua configurazione originaria. Attualmente l’edificio si sviluppa su due piani con due chiostri interni, caratterizzato da volte a botte nelle grandi sale e a spigolo nei vani più piccoli. Il prospetto ottocentesco, elegante e severo, è scandito da una cornice marcapiano che separa i vari piani. Dopo nuovi interventi di consolidamento e ristrutturazione avviati nel 2003, l’antica struttura venne destinata a ospitare il MUST, il Museo Storico della Città di Lecce.
Storia del museo
Ubicato nel cuore della città antica, con affacci suggestivi sulle rovine del Teatro romano (riscoperte durante gli scavi del 1929), il MUST costituisce un attrattivo luogo di promozione dell’arte e dell’identità storica e culturale della città di Lecce.
Il Museo Storico della Città di Lecce, da cui l’acronimo MUST, istituito nel 2015, ha sede in quella che fu, per oltre quattro secoli, la dimora claustrale dell’ordine religioso delle Clarisse, l’ex Convento di S.Chiara fondatrice dell’Ordine francescano. Dopo la soppressione degli Ordini religiosi, come quasi per tutti i conventi della città, la fabbrica religiosa cambiò destinazione diventando sede di istituzioni statali fino a che l’immobile non è stato acquisito al patrimonio del Comune di Lecce, che lo ha restaurato e trasformato in un prestigioso luogo di cultura aperto al pubblico.
Il Museo, dagli ambienti interni caratterizzati dalle bianche superfici murarie trattate a calce delle pareti e delle coperture “a volta” che gli donano una particolare luminosità, ospita a piano terra un ricco calendario di mostre di arte contemporanea e una sala multimediale attrezzata per la fruizione turistica di importanti monumenti cittadini attraverso la realtà virtuale in 3D. Sempre al piano terra nello spazio della Off Gallery, accessibile anche fuori dal circuito di visita museale, si avvicendano altresì mostre temporanee di artisti locali e di giovani artisti emergenti.
Al piano primo, oltre ad una attrezzata sala per conferenze e convegni, il Museo accoglie esposizioni permanenti, tra cui quella scultorea dedicata all’artista salentino Cosimo Carlucci e una pregevole raccolta di opere di proprietà comunale sulle arti figurative nel territorio della Terra d’Otranto tra il XIX e il XX secolo.
E’ altresì visitabile la sezione archeologica denominata “Il Leccio e la Lupa”, nel cui percorso espositivo si raccontano i primi tre fulgidi periodi della complessa stratificazione storica della città, caratterizzata da una continuità di vita dall’antichità ai nostri giorni: l’età messapica, l’età romana e l’età medioevale.
Il Museo è dotato di un’elegante caffetteria e bookshop, con tavolini all’aperto in uno dei chiostri del convento, fruibili durante le ore di apertura della struttura museale.
Mappa del museo
Accessibilità
Il museo è privo di barriere architettoniche e sensoriali. Tutti i dispositivi didattici sono stati realizzati per la massima inclusività. Le principali informazioni atte a garantire l’accessibilità in autonomia sono riportate su pannelli tattili e in braille. I contenuti descrittivi dei pannelli didattici sono disponibili in audio/video in italiano, inglese, francese e Lis.
La sala convegni dispone di impianto audio per ipo-udenti con sistema di trasmissione audio ad indizione magnetica con trasmissione del segnale audio direttamente all’apparecchio del visitatore oltre che di ricevitori PPL con auricolare.
Al piano terra del museo è presente una sala multimediale per la fruizione in 3D, attraverso visori di ultima generazione, di diversi monumenti ecclesiastici e civili della città di Lecce.
Cosa puoi vedere nel Museo
Orari e biglietti
Le informazioni su costi d'ingresso, riduzioni e convenzioni per visitatori individuali, gruppi e scuole
Dove siamo
Le indicazioni per raggiungere il museo con trasporti privati e pubblici
Dai nostri social
- Must Lecce
- Must Lecce